Reportage ” Chianta ” : la solita storia di degrado

Reportage di Via Vecchia Ferrovia – Salemi, dicembre 2018

È scandaloso quanto sta accadendo, da parecchio tempo a questa parte e sotto gli occhi indifferenti di tutti, nella zona adiacente allo stadio San Giacomo.

Basta percorrere per circa quattrocento metri la stradina ( segnata sulla carta come “ Via Vecchia Ferrovia “ ) che porta alla una volta rigogliosa

“ Chianta “ per rendersi conto dello scempio che mani scellerate e sacrileghe stanno perpetrando su una delle contrade più fertili e

verdeggianti di Salemi.

Sì, proprio così, stiamo parlando di una parte del territorio salemitano che, grazie ad una straordinaria ubertà del suolo, nel passato ( ma anche adesso )

dispensava, e dispensa a fatica tuttora, frutti straordinariamente copiosi.

E la sporcizia e il pattume stanno infangando il buon nome della città del Val di Mazara che si può fregiare, di fatto e di diritto, di essere virtuosa nella già

ben avviata fase di raccolta differenziata dei rifiuti urbani.

Salemi ha raggiunto il ragguardevole traguardo del 67 % del conferimento dei rifiuti mantenendo i buoni propositi e la rettitudine della stragrande

maggioranza della cittadinanza.

Evidentemente c’è ancora una frangia di beceri disfattisti che se ne frega della cultura ambientale, se ne straimpipa delle regole condivise della

decenza urbana e che gode nel vedere sparsa qua e là tra prati, a margine delle carreggiate trafficate delle strade, ogni tipo di schifezza e porcheria.

D’altronde, non ci può essere altra spiegazione plausibile : si tratta della peggior specie di esemplare umano quello che, in maniera spregevole e

dolosa, si sente autorizzato, in barba ai diritti e doveri del cittadino e delle istituzioni preposte al bene comune, a compiere ogni genere di idiozia,

compresa quella di non buttare gli scarti della propria solerte e “graziosissima” giornata in apposito contenitore posto sotto casa e

magari aspettare l’autocompattatore che venga a ritirarlo alle 8,00 del mattino seguente.

Insomma, ancora una volta, abbiamo a che fare con una perversa minoranza di persone che non vuol capire, forse si ostina

a non voler comprendere che la totalità dei piccoli gesti quotidiani può fare la differenza tra vita e asfissia della natura; quegli apparentemente

insignificanti atteggiamenti di civile sensibilità nei confronti del nostro ambiente dove, peraltro, ci muoviamo e viviamo, possono

davvero salvare il nostro meraviglioso ma inesorabilmente emaciato pianeta.

La parola vada alle immagini che, purtroppo, parlano con triste evidenza.

Ma tornerò, credetemi, ad occuparmi del misfatto…