“Cannatuna” salemitani : una variazione sul tema.

La ricetta rivisitata.

La Pasqua si avvicina a grandi passi e non si placa la voglia di preparare i dolcetti casalinghi che noi, da sempre, a Salemi, chiamiamo “Cannatuna“.
Però, è stata forte la tentazione di operare con quella curiosità tipica dello sperimentatore e, stavolta, abbiamo preso a prestito la ricetta dei “ Cannatuna “ realizzati in quel di Castelvetrano, città a un tiro di schioppo da Salemi, dove vengono chiamati “Campanara“. Sì, perché, nell’Italia delle parlate e delle contaminazioni reciproche, vale la comune regola del “ Paese che vai, usanza che trovi “ e, di conseguenza, a dispetto dei pochi chilometri di distanza, anche diversa denominazione di un prodotto praticamente uguale o similare. Dunque, state tranquilli, si tratta di una normale variazione sul tema, una ricetta che, diciamo, è stata rivisitata. Comunque, metto già le mani avanti e premetto, a scanso di equivoci, che non c’è nulla di professionistico, né nella registrazione, né nella realizzazione in se dei dolci.
Successivamente, abbiamo deciso di documentare con dei semplici video, assolutamente non professionali bensì di chiara ambientazione familiare, le varie fasi di lavorazione.
D’altronde, ci piace quel misurato grado di sereno passatempo, o, se volete, di gaio divertissement, di improvvisazione nel cimento e, con tale spirito, ci siamo messi all’opera.
Sebbene i gesti e la manualità di chi, nei video, impasta la farina, ritaglia la pasta, inforna e ricopre di ” marmuratu” ( glassa di zucchero a velo e limone ultrabiologico di Sicilia ) i “ Cannatuna “ possano magari apparire un po’ impacciati e poco ortodossi rispetto alla comprovata maestria dei pasticcieri o delle massaie provette, nondimeno il risultato, credeteci, è stato eccellente.
Alla fine, siamo riusciti lo stesso a superare la prova della nostra inesperienza e a “ saziare “ le nostre aspettative : ossia, la preparazione artigianale di ottimi “ cannatuna “ pasquali che, già appena sfornati, hanno risvegliato un’ irrefrenabile, pazzesca … acquolina in bocca !

Post scriptum :

Ultime raccomandazioni, solo in apparenza banali : la farina impastatela manualmente sul ” tavuleri ” ( spianatoia ) che avete dimenticato in soffitta, recuperatelo e… sporcatevi quelle benedette manine da fatina ! Poi, ‘u marmuratu ( glassa finale ), fatemi la cortesia, passatelo sui “Cannatuna“, appena sfornati e ben raffreddati, con le DITA ! Non c’è niente di male, mica vi sprofonda il viso sotto i piedi dalla vergogna! Buttate alle ortiche i vostri bei costosissimi macchinari culinari ( e non menziono, per carità, famosi marchi ben conosciuti ) all’ultimo grido tecnologico ! Oltre ad essere una straordinaria esperienza tattile – sensoriale e conviviale, può essere considerata come la riscoperta di quella manualità che ci appartiene e che, oggi, quasi schifiltosamente aborriamo. Inoltre, si fa pure prima ad ultimare il lavoro e sarete oltremodo…stanchi ma soddisfatti ! E, ancora, coinvolgete i vostri pargoli, metteteli in gioco, non si annoieranno, anzi si divertiranno da matti ad impastare, ecc. In cucina, fate come ” facianu l’antichi ” : olio di gomito e uso delle mani, ovviamente, pulite, s’intende ! Dulcis in fundo : non andate mai di prescia, il fattore tempo è fondamentale…


Gioacchino Di Bella

Salemi, 16 aprile 2019

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La ricetta rivisitata dei “ Cannatuna”

…o, meglio, dei “ Campanari “ di Castelvetrano – TP


Gli ingredienti necessari per un 1 Kg di prodotto finito :

• 500 gr. di farina di grano duro


• 500 gr. farina di grano – tipo 00


• 250 gr. di strutto


• 300 gr. zucchero


• 1 bustina di vanillina Paneangeli


• 1 bustina di lievito Paneangeli


• Acqua q.b. per l’impasto


Ingredienti per la glassa :


Spremere il succo di mezzo limone fresco in 350 gr. di zucchero a velo e amalgamare il tutto con la frusta da cucina fino ad ottenere un composto privo di grumi e abbastanza consistente.

Per il procedimento della lavorazione, si rimanda alla visione dettagliata dei video allegati.

Consigli

Lasciare lievitare l’impasto per almeno 1 ora ca.
In linea di massima, riscaldare preventivamente il forno a 180 – 200 ° c.a. per 20 – 25 min.

Prima fase : la scelta degli ingredienti e l’impasto.
Seconda fase : la pasta ottenuta viene sagomata con le forme di carta ( non proprio tradizionali ! ).
Terza fase : la cottura e la copertura con il ” marmuratu ” ( la glassa di zucchero a velo e limone ).

Ciao ! Alla prossima...