Arbe, l’isola senza tempo

Uno sguardo all’isola di Rab…

Arbe ( in croato Rab, in latino e in dalmatico Arba ) è un’isola dell’

arcipelago quarnerino, chiamato anche Carnaro, nel  Mar Adriatico.

E’ circondata da una miriade di piccole isole ed isolotti ( ad  esempio, Krk o

Veglia, Cres o Cherso, Losinj o Lussino, ecc. ) che ancora oggi sono

conosciute con la seconda denominazione di derivazione italiana.

Qui, in questa parte della Dalmazia, i Romani e poi, per lunghissimo tempo,

i  Veneziani erano proprio di casa.

Poi, vi giunsero personaggi illustri, quali Edoardo VIII e la sua compagna,

Wallis Simpson che, a quanto pare, gradivano particolarmente

le acque marine dell’isola tanto da abbandonare a riva

qualsiasi fronzolo o indumento superfluo prima di lasciarsi

cullare dalle onde.

Tra gli ospiti anche un certo Sigmud Freud o lo stesso  Francesco

Ferdinando d’Asburgo.

Successivamente, dopo alterne vicende e la temporanea occupazione

del vate D’Annunzio, l’isola passò, nel 1941, 

al Regno d’Italia, che vi fece allestire un campo di concentramento per civili

delle zone d’occupazione italiana.

Fino al 1995, le vicende storiche di Arbe s’intrecciano

con quelle che, gradualmente, portano alla guerra di secessione jugoslava e

quindi, all’affermazione della Repubblica di Croazia, cui essa

ora appartiene.

Rab ( o, se si vuole Arbe ) è una splendida isola croata che

sorprende il turista fin dal suo primo approdo.

Il paesaggio, inizialmente, si offre con il suo volto

per certi versi brullo, roccioso,

quasi lunare per poi aprirsi al verde intricato di certe sue zone.

La visita di Rab ha lasciato in me tracce di poesia indelebile,

emanate dagli augusti vicoli, dagli innumerevoli campanili

che invocano lodi gioiose al cielo, dalle antiche chiese,

alle dimore di stile veneziano, dalle solari

fino alle anguste viuzze, dai tramonti infuocati, al mare pietroso.

Tutto, sull’isola croata, sembra subire una sorta di sospensione

temporale, come se il passato non abbia proprio intenzione di consentire

il presente.

Ed è una dolce ed indicibile sensazione.

L’isola di Arbe è una stilla luminosa che inonda di luce un incomparabile mare

d’azzurro…

Gioacchino Di Bella

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