Uda-Covid19-“Ripartire: io, alunno responsabile, al tempo del Covid”

Unità di apprendimento per l’accoglienza e la “ripartenza” nella scuola Secondaria di primo grado

 

“Ripartire: io, alunno responsabile, al tempo del Covid”: un titolo emblematico per un’Uda, (da ora in poi, lo sapete bene, Unità di Apprendimento) destinata alle tre classi della Scuola secondaria di primo grado, un’Uda iniziale, con tempistica di realizzazione articolata in un bimestre circa, al fine di dare avvio al delicato e particolarissimo anno scolastico che ci accingiamo ad affrontare con tanta abnegazione. .
Un titolo che pone al centro dell’azione educativa l’alunno, che ha dovuto metabolizzare, suo malgrado, insieme a tutti noi poveri diavoli, gli effetti devastanti di una pandemia che sembra non concedere alcuna tregua.
Certo, avrei potuto nominarla in altro modo, ma, a mio modestissimo parere, il pensare ad un alunno del famigerato 2020, cosciente di quanto stia accadendo, lì fuori, nella sua vita stravolta dall’accanirsi del CoV2, ci fornisce lo spunto per una doverosa e altresì coraggiosa “ripartenza”. Ecco, allora, che si dà spazio all’espressione individuale prima e alla condivisione corale di un’esperienza che sarà unica più che mai nella Storia. Nell’Uda proposta, l’alunno sarà protagonista di un racconto che gli servirà da valvola di sfogo, per via della tensione emotiva accumulatasi in questi mesi così bui per l’umanità intera. Sarà chiamato in causa a testimoniare il proprio stato d’animo e il docente lo coadiuverà nella narrazione e, nel contempo, gli fornirà gli spunti di riflessione sulle norme di sicurezza a scuola e nella vita che, finora, ha avuto pochi appigli alla trama sociale. E senza mai smarrire la propria percezione dell’adolescenza, l’allievo parlerà di sé, contribuendo alla realizzazione di una narrazione viva, inserita nel contesto lacerato dalle incertezze, ma caratterizzato dalla forte volontà, per l’appunto, di ripartire, nonostante tutto. Ora, è indubbio che, nell’idea della formulazione dell’Uda  “Ripartire: io, alunno responsabile, al tempo del Covid” si è insinuata anche la sottile, ma marcata, volontà di voler costituire una sorta di monografia scritta che possa rimanere documentazione indelebile nella memoria dell’Istituzione proponente, considerando il fatto incontrovertibile che siamo già nella Storia, con una partecipazione ad un evento che segnerà le nostre vite per gli anni a venire.  Nel dettaglio operativo, il compito di realtà previsto è specifico, ma si apre alla versatilità didattica:  “Elaborazione di una raccolta di testi  che possa configurarsi come singolare testimonianza diretta o indiretta del periodo emergenziale, vissuto dagli allievi, durante il lockdown  dovuto alla pandemia Sars CoV 2 e come spunto di riflessione sulla “ripartenza” scolastica e sociale. A scelta, lo sviluppo del nucleo tematico dell’UDA verrà espletato sotto forma di documento visivo (presentazione Power Point, filmato o storytelling)”. Quest’ultima metodologia, lo storytelling, risulta essere maggiormente efficace nella propagazione dei messaggi e delle finalità dell’intera attività scolastica iniziale, sia per strutturazione mediatica che per pregnanza comunicativa, sempre nell’ottica della propulsione della didattica digitale ed innovativa. E, visti i tempi che corrono, le nuove tecnologie possono (per taluni di noi che stanno storcendo il naso, scettici sul da farsi, aggiungo pure “potrebbero”) darci una mano a districare la difficile matassa dell’interazione didattica ed educativa, al tempo dello stramaledetto Coronavirus. Ricordiamoci che, in linea di massima, al fine di realizzare uno storytelling digitale occorrono determinati elementi o passaggi basilari:

  1. Definire l’idea iniziale attraverso una breve descrizione, un diagramma, una domanda
  2. Ricercare, raccogliere, studiare informazioni sulle quali sarà costruita la storia
  3. Scrivere la storia definendo lo stile della narrazione
  4. Tradurre la storia in una sceneggiatura
  5. Registrare immagini, suoni, video
  6. Montare e ricomporre il materiale
  7. Distribuire il prodotto
  8. Raccogliere e analizzare i feedback

Ovviamente, è il docente che, nonostante abbia ormai a che fare con veri e propri “nativi digitali” della “generazione del pollice”, ossia gli allievi dotati di tutto punto  (quasi tutti, s’intende!) di smartphone di ultima generazione, dovrà “dirigere le operazioni” e farsi garante per il prodotto che andrà, per così dire,  confezionato. Insomma, un’attività, quella proposta dall’UDA, che s’inquadra perfettamente nel periodo che ci vede attori e coprotagonisti, siano essi alunni, docenti o educatori, operatori della scuola, di una sfida epocale che nulla ha di fantasioso o inventato, anzi permeato di una drammaticità che ci gela il sangue nelle vene. Ma la declinazione delle voci narrative, almeno nel pensiero di chi sta scrivendo, non è pensata soltanto sul versante della presa di coscienza, da parte degli alunni, di ciò che sta avvenendo, ma pure in chiave ironica ed umoristica: nel rispetto delle individualità degli allievi, la narrazione si potrà benissimo aprire alla sdrammatizzazione del tragico, quasi in funzione di esorcizzazione del male e della stessa pandemia. In tal modo, nella  terza fase 3  (Fase 3 – Progettazione delle fasi dell’UdA) gli alunni interessati all’attività potranno impegnarsi nella “Creazione del testo, selezione delle immagini, vignette, fumetti (anche a carattere umoristico od ironico), stesura e revisione del testo.”  E ancora è bene rammentarlo che “Il percorso laboratoriale potrà prenderà  lo spunto dalla lettura mediata di un racconto inerente alla tematica, anche ideato, scritto e svolto dagli allievi della classe dove, però, si possano evincere il distinto  riferimento alle priorità, le norme sulla sicurezza ed incolumità individuale e di gruppo, nonché collettiva, secondo quelle che sono le precise indicazioni ministeriali” . Va detto che  in giro, qua e la, sul web ci sono parecchi contributi narrativi che essere possono d’aiuto in tal senso. Qui di seguito, ad esempio, un link del racconto  di Yuchi KimuraIn una notte di temporale ed altri collegamenti utili allo scopo.

 

http://www.tuttoscuola.com/content//uploads/2020/09/Allegato-1.pdf

https://www.shortkidstories.com/story/hansel-and-gretel/

https://www.tuttoscuola.com/io-tu-e-lospite-indesiderato-unita-di-apprendimento-per-laccoglienza/

Buon lavoro a quanti, docenti di ottima volontà, seguiranno il mio spunto.

Buon anno scolastico, ce la faremo !

Gioacchino Di Bella

Salemi (TP), 15 settembre 2020

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